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Arquà Polesine è un centro
di origine romana ricco di storia. Una curva, "arcuata", dà il nome ad
Arquà. Anticamente, infatti, Arquà era costruita sulla curva di una strada
romana che attraversava il Polesine e che corrispondeva all'argine della
Pestrina, un antico ramo del Po. In queste zone le strade venivano nella
maggior parte dei casi costruite sugli argini per ragioni di sicurezza
rispetto alle campagne spesso allagate. La località compare una prima
volta in documenti relativi alla donazione di questo ed altri territori
alla Chiesa di Adria, da parte del feudatario Marchese Almerico in data
938. Già allora il centro era importante per la sua posizione di controllo
sulla Pestrina.
Nel 1146 Guglielmo III dei Marchesella, signore di Ferrara, vi fece costruire
un castello per difendersi dagli Estensi, che già avevano mire sul Ferrarse
e sul Polesine. Arquà passò poi sotto il dominio degli Estensi che si
contesero con i Veneziani per diversi secoli il controllo di questo importante
centro militare situato in una posizione di transito tra Ferrara e Venezia.
Nel 1482 i veneziani acquisirono definitivamente il castello ed il territorio
di Arquà. Il periodo di dominazione veneziana fu pacifico e lavori di
bonifica resero il territorio più fertile ed agevole. Il castello venne
comperato dalla nobile famiglia veneta Diedo che lo restaurò ed abbellì
con affreschi. Caduta Venezia nel 1797 in seguito all'invasione napoleonica,
Arquà venne spogliata dei beni dei conventi e delle congregazioni religiose.
Anche l'ospedale annesso all'Oratorio di Sant'Antonio, che ospitava pellegrini,
poveri e malati, passò nelle mani dei francesi. Nel 1801 il territorio
fu per lungo tempo allagato a seguito delle rotte dell'Adige e del Po.
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Anche il dominio austriaco,
iniziato dal 1815, fu duro per gli arquatesi: per cinquant'anni
il Governo soffocò ogni aspirazione di libertà. Gli anni 1815, 1816
e 1817 furono tremendi anche per i disastri naturali: carestia,
freddo e siccità resero ancor più misere le condizioni della popolazione.
Un'altra alluvione colpì il paese nel 1823. Con il passaggio al
governo italiano nel 1866 Arquà divenne Comune e i registri, prima
parrocchiali, passarono al Municipio.
La rinascita del paese, all'insegna della nuova indipendenza, risultò
lunga e difficile: calamità naturali, analfabetismo, latifondo,
uniti ai lunghi anni delle guerre mondiali costrinsero la popolazione
ad un livello di vita penoso. Soltanto con la pace che seguì l'ultimo
conflitto, il paese comincio, a poco a poco, a crescere.
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